… dolci ricordi di Palermo
Testimonianza di due partecipanti all’Assemblea JSN di Palermo, volontari del Centro Astalli di Bologna
Ciao a tutti, con due ore di ritardo stiamo tornando a Bologna. Vi condividiamo le riflessioni emerse in questi giorni palermitani all’assemblea del JSN.
È stato bello poter conoscere realtà anche molto diverse e distanti dalla nostra (anche spazialmente), ma accomunate dagli stessi valori e dallo stesso sguardo sull’altro e sulla realtà sociale.
Racconti Palermitani
26/06 venerdì sera:
Abbiamo incontrato tre realtà di Palermo, che vivono e affrontano le marginalità, dove le istituzioni non arrivano e non voglio arrivare. Le tre realtà sono: Casa Ancora, Associazione Padre Giuseppe Puglisi e La Casa di Giulio.
Ci ha colpito che nel vuoto istituzionale possono nascere situazioni di morte e di fallimento (Padre Puglisi, vittima di Mafia, e Giulio, vittima della droga), ma proprio da queste sofferenze nasce un aiuto concreto e una speranza per gli altri che non si arrende.
27/06 sabato mattina:
L’assemblea si è aperta attraverso la lettura delle riflessioni di Anna Rowlands, che riporta la sua esperienza in Inghilterra, nel JRS (Jesuit Refugee Service locale).
Questi i punti che ci hanno colpito:
- le speranze delle persone rifugiate che ha incontrato, parlavano anche a lei. E spesso siamo proprio noi incapaci di sperare
- quelle speranze incontrate toccano un fondo dell’umanità che c’è in ciascuno di noi, che ci accomuna, e la speranza ha un ruolo chiave nel farcelo cogliere
- noi speriamo perché sentiamo una distanza tra la realtà del mondo e i nostri desideri, e sappiamo abitare questa distanza. Sentire questa mancanza, questo gap, è importante. E leggerla non come qualcosa che ti blocca, ma come stimolo ad intraprendere un cammino. Vivere le mancanze non come vuoti da riempire ma spazi da abitare in cui camminare.
Questo il link per l’articolo di A. Rowlands:
https://www.aggiornamentisociali.it/articoli/il-valore-politico-della-speranza/
27/06 sabato pomeriggio:
Ci siamo suddivisi in gruppi territoriali, dove si è discusso su come creare un ponte di lavoro tra le diverse realtà del JSN, dal momento che gli obiettivi sono gli stessi. L’obiettivo non è fare le cose con megalomania, perché si rischia di fare un percorso sul territorio superficiale e non efficace, e che di conseguenza non porta a rispondere ai bisogni delle persone incontrate nel territorio. Piccole cose fatte con criterio, con lentezza, in un percorso a lungo termine: “Non per gli altri, ma con gli altri”.
Ci siamo poi reciprocamente invitati a non seguire le narrazioni tossiche, e guardare invece a quello che funziona nelle nostre realtà.
28/06 domenica mattina:
Chiusura dell’assemblea con momento di condivisione del lavoro dei gruppi di sabato pomeriggio e intervento finale del Padre Provinciale Ronny Alessio. Ecco i 3 punti emersi dai vari interventi, individuati da lui e che ci hanno colpito:
- conoscersi (tra le realtà), senza censurare il disagio e la fatica del conoscersi
- fare formazione
- essere aperti a rinnovare le modalità di governo delle varie realtà
Oltre a questi punti ne ha aggiunti altri, come suggerimento:
- essere in grado di saper cambiare lo spazio in cui operiamo, saperlo adattare ad una nuova domanda: “Lo spazio è a servizio del tempo, non viceversa”
- saper cambiare paradigma, accettare i cambiamenti
- allo stesso tempo, saper accettare il fallimento del megalomanismo, che può essere anche un bene per la comunità.
Un abbraccio a tutti🥰
Tommi e Micheline

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